Annemarie Schwarzenbach, arte e scandalo

Negli ultimi giorni ho letto, direi divorato, il romanzo biografico “Lei così amata”, di Melania Mazzucco, grazie al quale ho avuto la possibilità di conoscere un personaggio a me quasi sconosciuto: Annemarie Schwarzenbach. Scrittrice, fotografa e giornalista svizzera, nata nel 1908 e morta per un tragico, banale incidente in bicicletta, nel 1942, a soli 34 anni. Una vita purtroppo breve, ma intensa e densa di arte, viaggi, amori, amicizie, alcune delle quali profonde e fondamentali, come quella con i figli di Thomas Mann, Erika e Klaus.

Annemarie-Schwarzenbach-Zürich-1934.

Una donna incredibilmente moderna, affascinante e contraddittoria, Annemarie. Impossibile restare indifferenti alla sua storia. Nata in una ricca e potente famiglia, politicamente vicina al nazismo, lei rifiuta ogni convenzione per esistere scandalosamente secondo le proprie inclinazioni, vivere di arte, scrivere e conoscere il mondo. Viaggiare, per una donna sola, durante la seconda guerra mondiale. Basta questo per inquadrare la personalità di questa donna incredibile, che fu addirittura sospettata di essere una spia, e che visse un’esistenza certamente piena di contrasti, a partire dal suo complicato rapporto con la madre, per finire alla sua dipendenza dalla morfina. Una malinconia ed un’inquietudine mai sopita che traspare dai suoi occhi, dalle sue opere e dai suoi scritti.

AnnemarieSchwarzenbach

Annemarie Schwarzenbach non conobbe un grande successo letterario, quando era viva. La sua storia letteraria, inscindibile da quella privata, è stata recuperata nel corso degli anni ’80, quando sono state nuovamente pubblicate tutte le sue opere e la cultura gay ha portato nuovamente alla luce questa donna incredibile.

annemarie-schwarzenbach-picnic

Un recupero che ci ha fatto conoscere Annemarie Schwarzenbach sotto molti punti di vista, non ultimo quello delo suo aspetto e del modo in cui si vestiva. Nel suo caso, e vale in generale secondo me, il vestito non era un “orpello” superficiale, ma il suo passaporto nei confronti del mondo. Lei era lesbica, aveva un look fortemente androgino, si sentiva forte come e più di un uomo e non corrispondeva all’ideale femminile dell’epoca, né esteticamente, né per i suoi ideali, né per il suo stile di vita. Ed ecco che la vediamo nelle foto dell’epoca vestita con abiti maschili, i capelli tagliati corti, il bel volto delicato mai coperto da trucchi o gioielli. Un abbigliamento estremamente moderno, ripreso anch’esso negli anni ’80 quando Giorgio Armani ha proposto con successo i suoi tailleur maschili per le rampanti manager in carriera.

sriimg20080407-8943423-0-data

 

Una donna anticonformista ed una femminista ante litteram, un’icona di stile ma soprattutto una grande artista: ecco Annemarie Schwarzenbach.

Per approfondire, consiglio il romanzo che ho citato in apertura, Melania Mazzucco, Lei così amata, Rizzoli, Milano, 2000, ma anche questo interessante articolo di Areti Georgiadou.

148955.121101_schwarzenbach