L’antico mulino di Loro Ciuffenna

Questo blog parla principalmente di vintage, ma ormai sarà chiaro a tutti quanto mi piace raccontare storie di personaggi e luoghi che si trovano in quello spazio indefinito al limite del tempo. Là dove si perdono i ritmi frenetici della quotidianità e ci viene restituita una dimensione più vicina ai battiti del cuore. Ebbene, nel mese di Agosto le ferie mi hanno portata un po’ in giro per questa nostra Italia ovunque meravigliosa, e, non molto distante da casa mia, nel piccolo paese di Loro Ciuffenna, in provincia di Arezzo, mi sono commossa conoscendo la storia di un anziano mugnaio.

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Il mulino visto dalla parte opposta del fiume

Loro Ciuffenna non è una realtà particolarmente turistica, ed è un peccato, perché le attrattive per un turismo lento, culturale e di qualità certamente non mancano. A pochi chilometri dal centro abitato, per esempio, vi è la suggestiva pieve romanica di San Pietro a Gropina, consacrata nell’anno 774. Anche il piccolissimo e silenzioso borgo di Gropina merita una visita.

Scendendo appena più a valle, nel pieno centro del paese di Loro, sulle acque del fiume Ciuffenna troviamo invece il mulino ad acqua più antico della Toscana, attivo da più di 900 anni, abitualmente aperto al pubblico per visite e chiacchierate con il suo stupefacente proprietario.

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L’ingresso del mulino ed il mugnaio Giuseppe

Un cartello scritto a pennarello con grafia incerta ci indica la presenza del mulino, e ci riporta immediatamente alla mente i biglietti scritti a mano dai nonni, le lettere tremolanti sotto il tratto della penna, le lezioni di calligrafia delle scuole elementari spesso mai terminate, prima della guerra. Una breve discesa ed eccoci dentro al mulino, nella stanza farinosa dove il mugnaio Giuseppe lavora da quasi 70 anni senza sosta. Basta fare qualche domanda, e l’anziano, con il colorito linguaggio dei toscani, ci racconta tutta la sua storia, così semplice eppure così densa di significato.

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L’interno del mulino

Mugnaio quasi per caso, sposò la figlia del proprietario del mulino negli anni ’40, si adeguò al mestiere del suocero, capì come distinguere le farine, ne conobbe tutti i segreti, imparò a manovrare le macine a pietra, tuttora funzionanti, che con la forza dell’acqua del fiume trasformano semi e cereali nel magico ingrediente che ci regala pane, pasta e dolci.

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Le macine

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Giuseppe continua il suo lavoro, ancora adesso che ha passato i 90 anni ed ha bisogno dell’aiuto del figlio, continua attraverso i decenni, i gusti che cambiano, l’economia stravolta, gli incidenti sul lavoro, la morte della moglie, il grano che va reperito lontano, e per capire la dimensione locale di questa attività, basta pensare che per lui “lontano” è la Maremma.
Giuseppe continua perché il suo mondo è tutto il quella stanza dove le spese sono appuntate a lapis in un foglio appeso alla parete, continua, anche e soprattutto, “per rispetto alla mugnaia che è andata in cielo”.

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Le farine in vendita

Una storia meravigliosa, la storia di una vita spesa nella passione di un mestiere che non esiste praticamente più, gli occhi che ancora si illuminano mentre ci mostra il meccanismo della macina, capace di regalare una farina che, noi l’abbiamo provata ed utilizzata a casa, è davvero speciale e non ha niente a che vedere con le polveri industriali.

Forse questa storia a ben poco a che vedere con il vintage, ma mi ha riempito il cuore e mi ha riportata dove non c’è fretta, non c’è rumore, non c’è nemmeno il tempo… perché il tempo svanisce nell’amore per quello che si fa e per chi ci sta intorno.